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Salute mentale – Il ruolo delle famiglie e delle associzioni – Radio Ravegnana Settembre 2011

sabato, ottobre 1st, 2011

Ecco la registrazione della trasmissione di Radio Ravegnana del mese di settembre 2011:

(dis)Avventure estive e Apprendimenti

lunedì, agosto 29th, 2011

S. Francisco luglio 2011. Ero appena riuscito a passare tutti i controlli dell’immigrazione americana (incluse le domande su cosa andavo a fare all’università di Santa Cruz e se la PNL era una cosa per computer…) e mi ero messo in fila ad attendere la mia valigia…

L’altoparlante faceva un annuncio storpiando nomi di tutti le nazionalità, e mi ricordo di aver pensato “Chissà se c’è anche il mio tra quei nomi…”. Ho prestato più attenzione è …infatti c’era!

Mi sono quindi diretto al banco informazioni, dove l’informazione per me era che la valigia era rimasta a Parigi.

Ohibò! Beh, con tutti i viaggi che faccio la valigia arriva sempre, quindi questa volta ci può stare… in più il dipendente di Air France mi dice che arriverà domani e che me la faranno avere al campus a Santa Cruz.

Io gli do l’indirizzo, lui mi da una scatoletta “magica” con dentro una maglietta e un mini-beauty case, e via per S. Francisco!

“Quasi quasi va anche meglio così, la valigia arriverà direttamente a destinazione da sola” penso io…

La giornata dopo sono tranquillo, a tutti quelli che mi chiedono dov’è la mia valigia io rispondo divertito “E’ a Parigi, ma arriva alle 20, qui al campus”.

Comincio ad essere meno divertito verso le 21 quando è chiaro che la valigia non è arrivata…

Mmmh… bisogna organizzarsi, la camicia e i boxer comprati ieri a S. Francisco non basteranno per sempre”, e la lametta monouso di Air France è già in difficoltà.

Così comincio a chiedere una mano ai miei colleghi d’appartamento, e la mattina, sveglio di buon ora, mi lavo (con lo shampoo dell’albergo) calzini maglietta e boxer.

Marc mi presta la schiuma da barba, Tudor il rasoio, do fondo alle scorte del mini beauty case per il resto e sono bello fresco e ordinato.

Provo a chiamare Air France ma non ho nessuna risposta, il corso sta per cominciare e non ho voglia di tenere la mia attenzione alla valigia, voglio essere concentrato su quello che succede in aula, perciò penso che andrò a prestito, comprerò altre cose, ma è più importante seguire quello che stiamo facendo piuttosto che pensare alla valigia…


Passa così il terzo giorno senza valigia, Diego mi presta una maglietta, io continuo a lavare tutte le mattine la biancheria (mailavato così tanto negli ultimi 40 anni!) il sole californiano aiuta ad asciugare sullo “stendi bucato creativo” da me inventato*.

*Il non-brevetto prevede di tendere il cavo di ricarica della macchina fotografica tra i sostegni della zanzariera… (vedi foto)

Le persone sono gentili e mi chiedono spesso se è arrivata la valigia, sento tanta solidarietà, e spesso anche aiuto, “ti serve qualcosa?” “ti posso prestare questo o quello…”. Il più mitico al riguardo è stato Wilbert, l’olandese mio compagno d’appartamento che mi ha detto “ti faccio vedere il mio guardaroba e scegli, voglio un tuo parere sul mio abbigliamento”(!)

Alla mattina del quarto giorno in aula chiedono se sono arrivati tutti i bagagli e io e Eric alziamo la mano per dire che il nostro non è arrivato, ma anche per aggiungere che questa esperienza mi fa provare un sentimento di attenzione e affetto su di me.

Finalmente verso la sera del quarto giorno arriva la mia valigia.

Sono contento che sia arrivata, ma sono anche molto contento dell’esperienza fatta, da ogni esperienza possiamo apprendere, qui ho potuto imparare che:

-       le cose che ci portiamo dietro sono utili ma meno indispensabili di quello che pensiamo

-       quando ti succedono cose che non vuoi, arrabbiarti non serve, mantenere la calma ti fa vedere più soluzioni e ti fa ammirare dalle persone intorno a te

-       quello che non possiamo fare da soli lo possiamo fare con l’aiuto degli altri

Contare sulle proprie forze per raggiungere i nostri risultati è bello, ma sentire di poter contare sulle persone intorno a noi è STRAORDINARIO!

Così ho pensato: “Come posso fare sì che le persone intorno a me sappiano che possono contare su di me e provino questo straordinario sentimento?”

Valentino Rossi e la gestione dello stato emotivo

domenica, agosto 28th, 2011

Ieri nelle prove della gara di Indianapolis Valentino Rossi si è classificato 14° su 17 partenti, a oltre due secondi di distacco dalla pole di Casey Stoner.

Inutile dire che è un pessimo risultato, quasi umiliante per chi ha vinto 9 titoli mondiali. Eppure quando gli è stato chiesto come pensano di risolvere il problema Valentino ha “creato” una delle sue perle dicendo: “con il fresco della mattina andiamo bene, le prove e la gara sono di pomeriggio con oltre 50 gradi sull’asfalto e lì andiamo male. Una soluzione potrebbe essere convincere tutti a correre domattina alle nove e mezza!”

La situazione è veramente triste e desolante, ma lui ci fa una battuta sopra e non diventa triste e sconsolato (stato emotivo dal quale difficilmente riusciamo a trarre il meglio di noi).

Al contrario, dopo aver fatto un lungo briefing tecnico per migliorare la moto per il giorno dopo,  si mette in uno stato emotivo divertito, leggero, che lo pone in uno stato mentale di possibilità, e non di perdita.

Ovvero non è concentrato su “guarda come siamo messi male” ma su “vediamo di fare il meglio anche in questa situazione”.

Non so cosa farà Vale oggi pomeriggio, (scrivere o non scrivere, questo articolo dopo la gara sarebbe stato molto più facile) ma di sicuro, con questo stato mentale potrà solo dare il meglio di sè.

Salute mentale – Condizioni sfavorevoli – Radio Ravegnana Luglio 2011

mercoledì, luglio 27th, 2011

In questa puntata di “In Salute” Daniela Verlicchi mi chiede diverse cose su situazioni particolarmente difficili per un percorso di guarigione di Salute Mentale. Infatti partiamo da un “classico”: “se le persone non si vogliono curare?”.

Poi passiamo a “cosa fare se il sistema medico-specialistico” è solo orientato all’intervento chimico/medicinale?

Domandine “toste”…

Qui puoi sentire tutta la trasmissione in 14 minuti:

Situazioni difficili: come agire se ci sono difficoltà nel percorso di cura

Qui trovi le altre trasmissioni alla radio sulla salute mentale e non solo.

P.s.: I commenti sono benvenuti e per farli è sufficiente andare alla Homepage e cliccare su CHIEDIMI QUALCOSA

Valentino Rossi and the management of mental and emotional state

mercoledì, luglio 27th, 2011

Yesterday in the qualification practice at Indianapolis MotoGP race Valentino Rossi qualified 14th out of 17, more than two seconds slower than the Pole man Casey Stoner.

It’s useless to say that it’s a very bad result, almost humiliating for someone who won 9 world titles.

But when he’s been asked by the interviewer how are they thinking to solve all these problems Valentino simply said: “when the temperature is cool in the morning we are quite fast. Qualification practice and race are in the afternoon, with a very high temperature and in that situation we perform really bad. One solution could be convince all the teams and the televisions to do the race tomorrow morning at 9.30!”

The situation is very sad and depressive, but he jokes on it, and he doesn’t become sad and depressed (emotional states which almost never brings us to be the best of ourselves).

On the opposite, after a very long briefing with the team for improving the bike for the race of the day after, he put himself in a very amused, and light emotional state, which puts him in a mental state rich of possibility, not in state of loss. (someone could call it a COACH state instead of a CRASH state).

The fact is that he is NOT concentrated on “look how bad we are” but on “how can we do it better even in this hard situation?”.

I don’t know what Vale will be resulting this afternoon (writing, or not writing, this article after the race would have been much more easier) but  what I know is that with this mental state he will do the very best he can, in spite of the difficult situation.